23/5/2003: Homo Mononeuronicus

Mi basta guardarmi intorno per cominciare a rendermi conto... non è un'autoconvinzione questa mia sensazione di ristrettezza, di avere di fronte un muro monolitico (con un solo passaggio per un solo tentacolo esterno attraverso un buchino piccolo piccolo)... che mi accompagna oramai in quasi ogni rapporto sociale (diciamo pure tutti)... in realtà sono circondata dall'infinito numero di esemplari di questa specie oramai dominante sulla terra, l'homo mononeuronicus, conosciuto nei circoli profani come l'uomo mononeurone.

Se l'arte vera risiede nella semplicità, allora questa specie è un capolavoro. La sua perfezione minimalista consiste nel riuscire a mantenersi in vita facendo lavorare un solo neurone.

Unix per lui non esiste, tutte le necessità le mette rigorosamente in coda una dietro l'altra, prima quelle biologiche, poi quelle psicologiche e di relazione, secondo un percorso che prevede l'esecuzione di un task dopo l'altro. Quando mangia l'homo mononeuronicus mangia, quando beve, beve... quando fa sesso, fa solo sesso, una cosa alla volta... una perfetta creatura in mono (già lo stereo lo confonde, ma a lui la musica impegnativa non piace, la sua va anche in mono)... il suo sistema si blocca non appena il suo habitat gli chiede di attivare più di un neurone, va subito in tilt perché dovendo mantenere in vita se stesso è già al massimo e quindi incapace di percepire i problemi altrui. Non è egoismo, come spesso si ritiene a torto, l'egoismo vero è un atto di intelligenza, qui è proprio il sistema a non rispondere.

L'homo mononeuronicus non percepisce ed io questo lo capisco già dal suo sguardo assente (ecco perché tutti questi occhiali da sole: per proteggersi dalla disturbante invasione dei suoi impulsi esterni), dall'espressione ebete, dalle maniere incoerenti, scomposte ed arroganti. Questa razza  logicamente non può cambiare, perché non si interroga sui propri atteggiamenti, dato che semplicemente non ne è capace. Non ci tiene ad attivare un secondo neurone, questo sarebbe fatale per la sua specie visto che già con il secondo neurone scatta la Responsabilità, invece con uno si resta comodamente indisponibili per gli altri. Ah, gli altri... che si sbattono con milioni di neuroni attivati... già, che stupidi, cercano di dare un senso alla propria esistenza e, ah! che Dio li benedica, devono sperimentare le Emozioni e i Sentimenti, poveracci... se la sono cercata, già già... l'homo mononeuronicus invece invece è preservato da paure, ansie ed altre fastidiose sensibilità. Lui infatti di notte spegne l'unico neurone che ha, così non corre neppure il rischio di sognare. Da zombie diventa cadavere a riposo.

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