16/5/2003: Collegio

Non ho ancora oggi capito il motivo per il quale, i miei genitori, abbiano deciso di farmi frequentare le elementari presso un collegio.
Il collegio, condotto da preti e suore, era piuttosto rinomato, solo le insegnati venivano da fuori... per il resto una vita veramente monastica. Tutti i giorni la messa, le preghiere e le raccomandazioni... le confessioni...Ti sei toccata piccola? Dove? Come l'hai fatto? Sai che non va bene... e sentivi strani fruscii dall'altra parte... persino il bagnetto ci veniva fatto con un'asciugamano intorno alle reni... ma ogni tanto una mano frugava l'intimità.. insomma piccole cose che però accendevano la curiosità di parecchie di noi ragazzine. Nei primi due anni delle elementari mi e' successo un episodio di un certo rilievo, che ha comunque segnato in qualche
modo la mia vita; con una mia amichetta abbiamo giocato al dottore e ci siamo toccate dappertutto e, la solita spiona, raccontò il fatto alla suora che non trovò di meglio che rinchiuderci in uno sgabuzzino, per parecchio tempo, dopo averci spogliate completamente ed averci sculacciate ben bene. Dopo veniva il prete, per esaminarci, per accertarsi che il nostro giochino non ci abbia danneggiate...inserendo le sue grasse e lisce ditta nelle nostre parti più intime...
Ma l'episodio più forte lo vissuto in quarta, allora con gli assistenti preti, quindi uomini, uno di questi aveva il vizietto di prendere
di peso, durante la notte, una di noi e portarsela nella sua stanzetta a giocare con il suo pisellone.. non dimenticherò mai quando fu il mio turno, ero curiosa e sapevo che non andava oltre certi limiti, infatti quando mi alzò e mi portò nel suo letto lo assecondai e un attimo dopo ero tutta impiastricciata di quel liquido strano.. lo assecondai perché ormai a conoscenza dell'iter e per paura, come tutte, che si sapesse in giro... Ok... una sera non si accontentò di insozzarmi col suo liquido sconosciuto... diceva che era il mio maestro, e il mio dovere imparare... che bravo... imparai così bene, per colpa di quel bastardo che mi obbligava, che alla fine c'era la fila di tonache nere fuori dalla mia camera... mi disse: impugnalo così, porta più giù la pelle... le mie mani piccoline a malapena ce la facevano a stringere quella verga... piansi notti intere, ma a nessuno fregava nulla... il giorno dopo bastava pregare... ma se esiste un Dio li farà bruciare all'inferno... per quanto riguarda me, da allora non ho più scrupoli... mi hanno rubato l'infanzia, nemmeno me la ricordo... ora io ruberò a qualcuno, come voi cari amici miei, la tranquillità del vostro sonno...

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